Sono stato onorato di annunciare la nascita del LAIC – Laboratorio di Avvocati-Investigatori-Criminologi sul sito web della Società Italiana di Criminologia e all’Università di Roma “Sapienza”, che ringrazio.

Il LAIC è stato fondato il 18 settembre 2017 da nove persone (Dr. Matteo Adjimi, Dr.ssa Luna Carpinelli, Dr. L.C., Dr.ssa Rossella Di Mita, Dr.ssa Giorgia Ercoli, Avv. Simone Ferrari, Dr. Pasqualino Marsico, Dr.ssa Micol Molino, Avv. Emanuele Vari), unite dall’interesse per la Criminologia.

Questo nuovo ente ha una vocazione nazionale, essendo i Fondatori di città diverse: Bari, Cosenza, Latina, Napoli, Roma, Salerno, Torino e Trieste.

Il nostro pensiero

  1. Perché, innanzitutto, la parola Laboratorio? Il nostro intento è di rendere l’idea del passaggio dalla teoria all’azione e, segnatamente, di rendere operativa la legge 397/2000 sulle investigazioni difensive, anche attraverso un costruttivo dialogo professionale tra le figure dell’avvocato, dell’investigatore privato e del criminologo.
  2. Questi tre soggetti, pure presenti nel nome dell’Associazione, non sono altro che i protagonisti dell’art. 327 bis c.p.p. sull’attività investigativa del difensore.
  3. Nasce così l’avvocato-investigatore (difensivo) che, adempiendo alle proprie funzioni con disciplina ed onore, concretizza il diritto – dell’imputato e della persona offesa – di difendersi: prima conoscendo, poi decidendo consapevolmente e infine, eventualmente, provando.
  4. Vi è, tuttavia, un punto di crisi dell’agibilità della legge citata, riconducibile ad una mancanza di cultura dell’investigazione privata: le indagini private, e soprattutto il ruolo dell’investigatore privato, richiedono infatti un completamento di “mentalità” da parte di tutti gli operatori della giustizia, nella progressione a considerarlo il consulente difensivo della prova (Spangher).
  5. Crediamo pertanto in una Difesa “informata”, ispirandoci al metodo proprio dell’Intelligence: un’attività di ricerca, di raccolta, di valutazione, di elaborazione e di analisi di notizie per trasformarle in informazioni e costruire così basi di conoscenza per decisioni processuali.
  6. In questo quadro che funzione riveste il criminologo? Premesso che quest’ultimo è colui il quale, studiando le cause e le dinamiche dei delitti, contribuisce ad individuare le condizioni affinché i diversi operatori presenti possano incrociare le proprie competenze, ai nostri fini rileva la figura del consulente tecnico-criminologo, indispensabile quando sono necessarie specifiche competenze (art. 327 bis c.p.p.).
  7. Uno dei nostri modelli di riferimento è la Scuola Positiva del diritto penale, che si propose come una scienza complessiva del reato, capace come tale di spiegarne le cause e di suggerire i rimedi per contrastarlo: essa, di conseguenza, si oppose alla frantumazione del sapere intorno al reato.
  8. In questa prospettiva, va rivalutata l’intima connessione fra diritto penale sostanziale e diritto penale processuale; infatti, fuori del processo penale non è possibile alcuna esperienza giuridico-penale, ed è un errore progettare riforme processuali indipendenti dalla riforma delle leggi penali sostanziali. Non è un caso la perennità delle riforme francesi del 1808-1810 – anni in cui il code d’instruction criminelle e il code pénal videro la luce in un contesto progettuale unitario – come pure che il nostro codice di rito del 1930 abbia dimostrato una vitalità ignota ai suoi antecedenti del 1865 e del 1913, avulsi da una stretta connessione progettuale con il codice sostanziale (Vinciguerra).
  9. L’obiettivo del LAIC? In primo luogo approfondire il ruolo della Difesa “informata”, evidenziando le potenzialità di avvocati-investigatori-criminologi. In secondo luogo ricercare un metodo investigativo, ove sarebbe in realtà opportuno parlare di “metodi investigativi”, in quanto ciascun delitto richiede, a nostro avviso, una specifica tecnica di indagine (per tutte le nostre finalità, v. lo Statuto). Si potranno costruire metodi investigativi scientifici, dal momento che quasi sempre l’idea arriva in modo casuale ed è imprevedibile nel suo contenuto (il che rinvia alle misteriose strade della creazione e dell’invenzione)? Quel che è chiaro, per il momento, è che il primo passo è allenare una mente aperta, attenta, pronta ad abbandonare i propri pregiudizi e a superare i propri limiti, per cogliere il filo nascosto delle cose.

La Commissione Scientifica del LAIC, di cui fanno parte la Dr.ssa Francesca De Rinaldis e la Dr.ssa Elisa Del Greco, è presieduta dal Dr. Fabio Colaiuda. Il nostro consulente di lingua inglese è Marco Chiappini. Un sentito ringraziamento va all’Avv. Prof. Stefano Di Pinto, che ha accettato la qualifica di Presidente onorario del LAIC.

Avv. Simone Ferrari (Fondatore e Presidente del LAIC)

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